Appuntamento con la coscienza. Perché è bene metterci la faccia (e il cuore)

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Ludovica e Antonella ci mettono il cuore. E tu?

Ormai è tutto pronto. Saranno migliaia i giovani, provenienti da ogni parte del mondo, che domani pomeriggio, 4 ottobre, animeranno Piazza del Plebiscito a Napoli, in occasione dell’Incontro mondiale dei giovani per la pace. Il grande evento, giunto alla sua quarta edizione, è organizzato dal Sermig, il Servizio missionario giovani fondato a Torino nel 1983 da Ernesto Olivero. Il titolo della giornata, che prenderà il via alle ore 16, è ‘Appuntamento con la coscienza’; l’obiettivo è dunque quello di parlare al cuore di ogni persona, al di là delle appartenenze religiose, per risvegliare la coscienza di ognuno lanciando un invito alla responsabilità, primo passo necessario per un vero cambiamento.

Il programma della manifestazione si può trovare sul sito ufficiale del Sermig (www.sermig.org), motivo per cui non mi dilungherò oltre nella presentazione dell’evento. Lascerò dunque la parola a due giovani protagoniste di questa importante giornata.

LA PACE È…

Alla domanda “cosa è per te la pace?”, Ludovica Cerasuolo, studentessa di Eboli, risponde con questa immagine: “la pace è una sintonia bellissima, che suona solo quando ogni cosa nelle nostre vite è in armonia. Pace è un sorriso, un abbraccio. Pace è perdono, verità, giustizia”. Una sfida che presuppone un grande impegno da mettere in campo. E proprio per stimolare questo impegno, gli organizzatori della giornata hanno pensato di promuovere la campagna #cimettolafaccia sui social network, in cui ogni partecipante ha avuto la possibilità di mandare un messaggio al mondo intero tramite un selfie o un breve video. Ludovica ha voluto andare oltre l’invito degli organizzatori: così, oltre alla faccia, ha scelto di metterci anche il cuore. “La faccia era già tanto – ha detto – ma il cuore è tutto. Il cuore è desiderio e volontà. È ragione e sentimento. Io desidero impegnare tutta me stessa, con faccia e cuore, per costruire un mondo più bello, più felice, dove tutti sperano”. La pace è però qualcosa che si costruisce concretamente, giorno dopo giorno, e Ludovica lo sa bene: “mi sarà costantemente ricordato che per costruire questo mondo che tanto reclamo, devo cambiare prima io – ha affermato -. È difficile a volte, ma passo dopo passo sono certa che ce la faremo. E che forse, un po’, ce l’abbiamo già fatta”. Una consapevolezza che nasce dalla certezza “che tanti cuori uniti in un desiderio di migliorare possono fare cose impossibili”.

UNA RIFLESSIONE DA DONARE

“Il mio cuore serba desideri, immagini astratte, un mondo di percezioni, il cui processo di ‘concretizzazione’ è ancora in atto”. È questo ciò che sente Antonella Kovari, studentessa di Napoli. Lei, che ha deciso di ‘metterci il cuore’ insieme a Ludovica, parla di un’iniziativa che avrà luogo proprio nella giornata del 4 ottobre: “abbiamo organizzato anche una bella ‘iniziativa’ che cercherà di raccogliere le riflessioni di chiunque scelga di offrirle a noi in dono” – ha annunciato. In un mondo inquieto e spesso rassegnato, sono certo, saranno proprio i desideri e le speranze dei più giovani a costituire il seme del cambiamento. A Ludovica e Antonella, insieme a tanti altri compagni di cammino, il compito arduo e appassionante di fare tesoro e memoria di questa volontà.

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