Quando una bicicletta ci spiega che la differenza uomo-donna è proprio necessaria

SharewoodManifesto

Premessa: abito in una città in cui la bicicletta è unanimemente considerato il principale mezzo di locomozione. La uso regolarmente e pertanto, in molti anni di utilizzo, penso di averne capito abbastanza bene il funzionamento. L’impressione che ne ho ricavato questa: per quanto a prima vista possa sembrare un mezzo semplice, la bicicletta è in realtà un concentrato di pezzi e meccanismi diversi che devono armoniosamente accordarsi tra loro in perfetta sinergia. La chiave di tutto è proprio questa: la differenza; pezzi diversi per forma, peso, dimensioni e materiali, svolgendo ciascuno il proprio compito, rendono possibile il funzionamento di tutto l’insieme.

Ma nel mare magnum della rete può capitare di vedere che una startup (la Sharewood) che si occupa di noleggio di attrezzature per la vita all’aria aperta – tra cui, appunto, le biciclette -, forse presa dalla foga di sostenere una battaglia che considera di civiltà – nello specifico, quella sulle unioni civili -, commetta un grossolano errore, dimostrando evidentemente – in modo più o meno conscio – di non aver chiaro il reale funzionamento di una bicicletta.

L’immagine spiega tutto. Volendo dimostrare che le coppie composte da due uomini o da due donne sono in tutto e per tutto uguali a una coppia formata da un uomo e da una donna, oltre al ‘tradizionale’ modello di bici (ma sarebbe meglio dire ‘l’unico possibile’), l’illustrazione raffigura altre due ‘biciclette’: una con due manubri e una con due selle. Proprio così: una bici con due manubri e nessuna sella e una bici con due selle e nessun manubrio. La scritta a commento dell’immagine mette poi la classica ciliegina sulla torta su un’operazione di marketing che ha già il sapore di un clamoroso autogol:

Un manubrio e una sella, due manubri, due selle, in ogni caso una bici per stare in piedi ha bisogno di due ruote! La felicità è una scelta #svegliatitalia!

Ma, seriamente, lo scopo di una bicicletta è quello di stare in piedi? Tutti, ma proprio tutti, dovrebbero sapere che una bicicletta non è primariamente fatta per stare in piedi; la bicicletta è fatta per andare avanti, offrendo al ciclista la possibilità di stare seduto in tutta sicurezza (attraverso la sella) e uno strumento (il manubrio) per poter imprimere una direzione al mezzo e frenare in caso di necessità. Due strumenti diversi, composti da pezzi e materiali diversi, per realizzare un unico scopo: andare avanti con fluidità e senza correre rischi.

La diversità, con buona pace di chi sostiene il contrario, è proprio necessaria. Da un uomo e una donna può nascere una nuova vita, da due uomini o da due donne no; conseguentemente, una coppia uomo-donna è potenzialmente una famiglia, le altre due no. Similmente, una bici con due manubri e nessuna sella o con due selle e nessun manubrio potrà anche essere un mezzo originale, ma non è certo il caso di dargli il nome di bicicletta. Questo manifesto, malgrado i suoi ideatori volessero trasmettere il messaggio opposto, sta qui a ricordarcelo.

Andrea Tosini

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