Mons. Negri: «La famiglia è l’immagine più adeguata della Trinità nella storia»

La veglia di preghiera per la famiglia presieduta da mons. Negri, in preparazione al Family Day del 30 gennaio

Nella Chiesa di Santo Stefano a Ferrara, gremita praticamente in ogni ordine di posto, si è svolta nella serata di lunedì 25 gennaio la veglia con adorazione eucaristica organizzata dall’Ufficio per la pastorale familiare e matrimoniale dell’Arcidiocesi e presieduta dall’arcivescovo, mons. Luigi Negri.

Un momento di preghiera per la famiglia, «frutto del sacramento nuziale, impegno per la vita e luogo di fecondità», come ha sottolineato Andrea Botti, responsabile della pastorale familiare, nel suo messaggio di introduzione. Un momento che ha segnato un’importante tappa nel percorso di avvicinamento al Family Day nazionale in programma sabato 30 gennaio al Circo Massimo di Roma.

Mons. Negri, nella riflessione che ha tenuto nel corso della veglia, è partito da lontano, dalle radici della famiglia rintracciabili sin dal momento della Creazione: «Dio – ha detto – ha espresso la sua presenza nella creazione dell’uomo e della donna e così, misteriosamente, ha tessuto tutta la storia dell’umanità, perché la storia dell’umanità è il frutto di questa dedizione reciproca dell’uomo e della donna, di questa capacità di fedeltà reciproca, di questa capacità di creatività nella carne e nel sangue, nella intelligenza e nell’affetto». Una realtà, quella familiare, capace di esprimersi fattivamente non solo al suo interno ma anche sugli assetti delle società di tutte le epoche: «La famiglia – ha infatti continuato – è sempre stata il tessuto della vita e della storia, la radice profonda della società, il movimento autentico della società».

Ma la famiglia è anche una realtà al tempo stesso «straordinaria e povera». Straordinaria perché ha «l’obiettivo di generare uomini e donne nella grande presenza di Dio», povera perché «fragile e segnata dalla possibilità dell’equivoco e della violenza».

Nonostante tutto, la famiglia ha però saputo resistere «alla rovina dei totalitarismi, a quella tremenda omologazione dei popoli sotto le grandi insegne del demonio: le ideologie». Tuttavia l’Arcivescovo ha invitato a restare in guardia, perché «quello che noi viviamo in questo tempo è un terribile tentativo di distruggere la realtà della famiglia, sia nel suo aspetto naturale sia nel suo aspetto completivo e soprannaturale e di sostituire alla gratuità l’affermazione dell’unica logica che sembra possibile: quella dell’autogratificazione, della soddisfazione, del possesso; quello che rende l’altro, ad ogni livello, adulto o bambino, semplicemente come una realtà da manipolare per incrementare il proprio benessere».

Dunque, l’errore dal quale tenersi alla larga è quello di «separare la fede dalla vita; la fede dall’impegno culturale, sociale e politico», perché «la famiglia è l’immagine più adeguata della Trinità nella storia». Una «responsabilità» che chiama «ad un impegno per la difesa della nostra verità e alla possibilità di contribuire, attraverso la testimonianza, al bene della società». Un compito che mons. Negri ha sintetizzato con il titolo dell’opera del teologo e cardinale Jean Daniélou: «La preghiera è un problema politico».

Andrea Tosini

Articolo pubblicato su La Voce di Ferrara-Comacchio del 29 gennaio 2016

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