Family Day 2016. Ecco perché #VadoalMassimo

ImgFamilyDay2016Era il 20 giugno 2015. Quel giorno si tenne a Roma, in piazza San Giovanni, la grande manifestazione “Difendiamo i nostri figli”, primo grande raduno nazionale pro-family nazionale dai tempi dell’ormai storico Family Day del maggio 2007. All’epoca era soprattutto la questione dell’introduzione dell’ideologia gender nelle scuole a tenere banco. Partecipai con viva convinzione a quell’evento e di quella giornata ricordo in modo particolare un episodio. Una persona di mia conoscenza, che sostiene battaglie di segno opposto, leggendo il titolo della manifestazione, mi chiese: «Ma da cosa vuoi difendere i tuoi figli? E poi, scusa, tu hai dei figli?».

Premetto che non ho figli, anche se spero un giorno di ricevere il grande dono di diventare padre. Ma i figli, oggi più che mai, vanno difesi da una pericolosa concezione della vita e dell’uomo, da una visione che mette al centro “l’io e le sue voglie” calpestando la dignità umana in nome di un malinteso concetto di libertà.

Quel giorno ho scelto di partecipare per diversi motivi. Ho partecipato perché ho una concezione della vita che va oltre gli aspetti meramente individuali. Ho partecipato perché ritengo che esista un bene comune e che questo bene comune debba tenere conto dei diritti di chi ha più bisogno di tutela, i bambini. Ho partecipato perché ritengo che non ogni desiderio, per quanto esso possa essere buono e genuino, debba trasformarsi in un diritto. Ho partecipato perché ritengo che i diritti siano legittimi soltanto se trovano un fondamento in un dato di natura e non su una semplice rivendicazione politica. Ho partecipato perché credo che l’amore, quello vero, sia tale solo se va a braccetto con la verità e la giustizia. Oggi, ormai alla vigilia di un nuovo Family Day, ribadisco con forza queste motivazioni che mi porteranno sabato 30 gennaio al Circo Massimo a Roma.

E credo anche a un’altra cosa: con questo Family Day, l’Italia vorrà far vedere di essere la culla della civiltà, il luogo in cui può rinascere un vero umanesimo alternativo alla tecno-antropologia malata e distorta che dietro il paravento dell’amore e dei diritti per tutti non si fa scrupolo di mercificare la vita e la dignità umana.

Sono sicuro che il 30 gennaio a Roma ci sarà un popolo che sa cosa vuol dire la parola ‘dono’, che sa che questo dono, proprio perché è un dono, esige di essere comunicato nella verità. Quella verità – certamente ovvia, ma che oggi necessita di essere ribadita a gran voce – che afferma senza tema di smentita che la vita umana nasce soltanto dall’incontro tra un uomo e una donna e che, conseguentemente, ci comunica che ogni bambino che viene al mondo ha diritto ad avere un padre e una madre. È una verità che tutti possono constatare, a patto di non avere la mente annebbiata dall’ideologia.

Sì, la verità, quella cosa che sa veramente introdurci alla realtà, se viene accolta senza riserve. Perché è proprio il rapporto vivo e aperto tra l’uomo e la realtà che scioglie come neve al sole anche le più insidiose ideologie. E il Family Day del 30 gennaio sarà proprio questo: un autentico spaccato della realtà viva del Paese. Un luogo in cui si ritroveranno, da tutta Italia e non solo, persone che porteranno storie diverse da realtà diverse, ma con la consapevolezza di essere tutte chiamate a raccolta in un momento decisivo per la vita della società. Un momento per riaffermare verità fondanti dell’essere umano e per dire al mondo che l’Italia può davvero essere quella “felice eccezione” di cui parlava San Giovanni Paolo II.

Sarà un momento in cui tutto il mondo occidentale – ricordiamo che dovrebbe essere prevista la diretta della Cnn – avrà gli gli occhi rivolti verso l’Italia. L’Italia, una delle più importanti culle dell’Occidente, avrà il 30 gennaio questa grande occasione: dire al mondo intero che una visione davvero rispettosa della natura umana è possibile.

Una sfida troppo grande? Per gli occhi di buona parte del mondo lo sarà senz’altro, ma la verità richiede tanto coraggio e un’infinita tensione ad aspirare alle cose più grandi. Per questo motivo anch’io #VadoalMassimo!

Andrea Tosini

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2 thoughts on “Family Day 2016. Ecco perché #VadoalMassimo

  1. L’ha ribloggato su l'ovvio e l'evidentee ha commentato:
    …pensosa cercavo di raccogliere idee, emozioni, ragioni, per buttar giù qualche riga, per spiegare perché sarò con mio marito e la mia primogenita a Roma sabato, così come lo siamo stati il 20 Giugno scorso… chissà magari riuscirò anche io finalmente a scriverlo ma nel frattempo ribloggo le motivazioni di Andrea Tosini, come ho fatto in precedenza con Andrea Torquato Giovanoli, due uomini con il loro stile differente – e differente dal mio – ma uniti nell’intenzione di salvaguardare la verità sull’umanità.

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