Comunicare la verità per amare l’uomo

L’omelia di mons. Negri per la celebrazione della giornata del patrono dei giornalisti S. Francesco di Sales

IMG_7113_1600x1200

Mons. Luigi Negri durante l’omelia nella chiesa di S. Stefano Protomartire a Ferrara il 23 febbraio 2016

Nel pomeriggio del 23 febbraio, pur con alcune settimane di ritardo, si è tenuta a Ferrara la celebrazione dell’ormai tradizionale giornata del patrono dei giornalisti S. Francesco di Sales. L’iniziativa, promossa congiuntamente dall’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) e dall’Assostampa, ha avuto come momento centrale la S. Messa nella chiesa di S. Stefano Protomartire.

Nell’omelia, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio mons. Luigi Negri ha evidenziato l’assoluta necessità di «comunicare la verità». Un’urgenza che deve essere avvertita soprattutto da chi per lavoro opera nel campo dell’informazione e della comunicazione. «Chi, come voi, ha la responsabilità della comunicazione» deve sapere che «ciò che serve all’uomo è la verità», ha detto.

Questo perché la verità risponde a una ben precisa esigenza radicata nel cuore di ogni uomo: «La verità – ha continuato mons. Negri – ha certamente la sua espressione suprema e definitiva nella presenza del Signore Gesù Cristo e nella Sua permanenza misteriosa nella Chiesa, ma questa verità può essere anche soltanto una grande tensione, una grande esigenza che alberga nei cuori umani molte volte inavvertitamente, senza che se ne abbia consapevolezza adeguata. Comunicare vuol dire comunicare la verità, ma contemporaneamente investire quel punto in cui l’uomo attende la verità o non ha ancora rotto definitivamente i ponti con la verità». Un compito reso certamente difficile dalla cultura in cui siamo immersi, che tende ad isolare ed escludere il cuore dell’uomo: «Quel cuore dell’uomo, che sempre di nuovo dovrebbe essere chiamato ad essere il protagonista della vita, della persona, della società, e che invece ormai, in una situazione culturale e sociale che è quella in cui noi viviamo, sembra che sia sostanzialmente escluso, non più considerato».

In queste circostanze, deve essere allora chiaro che si è chiamati ad una battaglia: «È una battaglia forte, una battaglia fra le luci e le tenebre, una battaglia fra la verità e la falsità, una battaglia fra l’essere e il nulla. Questo è il tempo in cui siamo chiamati a prendere coscienza della nostra responsabilità. Allora, per annunziare la verità e cercare quell’acuto pertugio che è il cuore dell’uomo in molte situazioni, bisogna aver chiaro che la verità ci possiede, e non possiamo che viverla sempre più profondamente e comunicarla in modo rigoroso a coloro che ci circondano. È questo il timbro che la parola verità ha sulle nostre labbra come fedeli discepoli del Signore e suoi testimoni nel mondo».

Dunque, comunicare la verità significa avere la capacità e il coraggio di formulare un giudizio chiaro sul mondo di oggi, mettendo in gioco ogni aspetto umano e professionale: «non possiamo non diventare critici nei confronti della condizione in cui la nostra società fa vivere gli uomini, che è la grande premessa per la distruzione dell’umanità in noi – ha ammonito l’Arcivescovo -. Ecco, io credo che sia questa la grande responsabilità che abbiamo come cristiani di vivere la nostra vita come missione, cioè come comunicazione. Voi in particolare, che avete la responsabilità specifica della comunicazione, dovete inserirla nella grande e unica comunicazione che è la comunicazione che Cristo fa di sé agli uomini, utilizzando in questa comunicazione la nostra vita, la nostra testimonianza, la nostra responsabilità, la nostra gioia e il nostro dolore, la nostra grandezza e la nostra povertà».

Comunicare e amare la verità diventa quindi un passaggio imprescindibile per poter amare davvero l’uomo: «Quanto più ameremo la verità di Cristo che è in noi e daremo a Cristo l’essere e la forma della nostra intelligenza e del nostro cuore, tanto più saremo capaci di amare gli uomini. La contrapposizione fra verità e amore – ha concluso mons. Negri – è una contrapposizione assolutamente ideologica, formata apposta per ridurre, se non per negare, l’impeto della missione cristiana».

Andrea Tosini

Articolo pubblicato su La Voce di Ferrara-Comacchio del 4 marzo 2016

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...