«Vivere senza crescita demografica? Sì, ma a quale prezzo?»

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Ettore Gotti Tedeschi a Ferrara il 1° aprile 2016

Una importante lezione di Ettore Gotti Tedeschi per l’incontro organizzato da Amici del Timone e Ufficio di Pastorale Familiare

Esiste un rapporto tra sviluppo economico e crescita demografica? Certamente sì, come evidenziato da numerose ricerche condotte in tutto il mondo e dalla quotidiana attività di osservazione dei fenomeni. Tuttavia le analisi e le letture di questo stretto e problematico rapporto differiscono notevolmente tra di loro. A provare a mettere ordine nella questione, portando il suo contributo di esperto di livello internazionale in campo economico, è stato Ettore Gotti Tedeschi, già presidente dell’Istituto per le Opere di Religione, con una lezione tenuta lo scorso 1° aprile nel salone di Casa Cini a Ferrara e intitolata, appunto, “Sviluppo economico e crescita demografica”. L’evento è stato organizzato congiuntamente dal circolo Amici del Timone di Ferrara e dall’Ufficio diocesano per la pastorale familiare e matrimoniale.

Al centro della lezione, una domanda in particolare: “Si può vivere senza crescita demografica?”. La risposta, per Gotti Tedeschi, è affermativa, ma porta con sé un ulteriore, lacerante interrogativo: “A quale prezzo?”. Non vi è infatti alcun dubbio sul fatto che «l’attuale crisi economica è prodotta da un crollo delle nascite»; un calo delle nascite provocato non da mere coincidenze di fattori, ma da un progetto coscientemente voluto ed attuato: «se fino a mille anni fa l’uomo era considerato sostanzialmente come un disegno di Dio – ha spiegato -, col tempo esso è stato considerato come un consumatore di risorse, un cancro della natura e un peso insostenibile per l’economia». La ‘svolta’ decisiva in questo senso, per Gotti Tedeschi, è individuabile tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento con l’affermarsi delle teorie malthusiane, le quali sostengono che «per far crescere l’economia bisogna ridurre le nascite». Un legame, quello fra demografia e sviluppo economico, ripreso anche da Keynes, secondo il quale «in nessun paese al mondo si può gestire l’economia se non si gestisce la crescita o decrescita della popolazione, cioè il controllo demografico».

Fatti che, come ha ribadito l’insigne economista, sono tutt’altro che casuali: le scelte che hanno condotto all’attuale concezione dell’uomo si basano infatti «motivazioni morali, economiche e tecniche sbagliate, ma soprattutto hanno motivazioni di potere». Cambiare rotta è possibile? Per Gotti Tedeschi una strada percorribile ci sarebbe, anche se si tratta di una decisione drastica e assolutamente coraggiosa: «Il Papa – ha infatti concluso – dovrebbe fare l’Editto di Costantino del ventunesimo secolo», un documento per «far capire al mondo che non è possibile governare a lungo senza i valori cattolici».

Andrea Tosini

Pubblicato su La Voce di Ferrara-Comacchio dell’8 aprile 2016, pag. 9

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