Palazzo Gulinelli Canonici Mattei si mostra alla città

Lo storico edificio di corso Ercole I d’Este è nel pieno della fase di recupero e restauro post-sisma. Sabato 25 giugno sarà possibile visitare il cantiere.

immagine palazzo

Palazzo Gulinelli Canonici Mattei a Ferrara

a cura di Andrea Tosini

Tra i tanti tesori nascosti della città di Ferrara non si può certo dimenticare Palazzo Gulinelli Canonici Mattei, ubicato in corso Ercole I d’Este al civico n. 15, nella parte di Addizione Erculea situata a metà strada tra il Castello Estense e il Quadrivio degli Angeli. Un edificio in stile neorinascimentale ricco di storia e di bellezze artistiche e architettoniche, per oltre un secolo, dal 1844 al 1953, di proprietà della famiglia dei conti Gulinelli e successivamente, dal 1956 al 2010, sede dell’Istituto Canonici Mattei. Un palazzo che in questo momento è oggetto di un massiccio intervento di recupero e restauro per riparare gli ingenti danni causati dagli eventi sismici del maggio 2012. Allo scopo di far conoscere ai ferraresi le bellezze di questo luogo, è stata ideata l’iniziativa della ‘mostra-cantiere’. Il prossimo appuntamento è in programma per sabato 25 giugno, in quella data ci sarà infatti la possibilità di visionare lo stato di avanzamento dei complessi lavori, iniziati nell’ottobre 2015 dopo alcuni interventi preliminari e destinati a concludersi, secondo la tabella di marcia, nell’ottobre 2017. A lavori ultimati, è previsto che l’edificio venga restituito alla funzione svolta fino al 2010, quella di sede di istituto scolastico. Dei principali aspetti riguardanti il palazzo e dei lavori a cui è sottoposto, ne parlano su La Voce i responsabili degli interventi: l’ingegnere Eugenio Artioli, progettista dell’intervento strutturale, e l’architetto Cristiano Ferrari, progettista architettonico e coordinatore generale del cantiere.

L’ING. EUGENIO ARTIOLI: «UNA BELLISSIMA SFIDA A LIVELLO PROGETTUALE. SI CONCILIANO INGEGNERIA, ARCHITETTURA E RESTAURO»

Quali sono stati i danni causati dal sisma? Quali soluzioni sono state adottate?

L’edificio ha subito i danni maggiori nell’ala prospiciente corso Ercole I d’Este. Tra i danni più gravi ricordiamo: il crollo di una modesta porzione muraria nel sottotetto; l’apertura di una capriata lignea del tetto che ha prodotto un vistoso avvallamento nella copertura; il crollo di diversi controsoffitti in arella nella zona del sottotetto e una serie di lesioni su murature portanti e piattebande di porte e finestre. Il livello operativo è E0, ciò significa che i danni subiti dall’edificio sono medio-gravi. Chiaramente, non essendo un palazzo realizzato con criteri antisismici, il quadro di danno è aggravato da una serie di vulnerabilità: ci sono delle disconnessioni tra pareti portanti e perpendicolari e tra i solai e le pareti che li sostengono; la qualità di diverse travi è ormai segnata dal tempo e anche la qualità muraria è risultata essere più scadente di quella che era stata messa in preventivo. Nel tempo, altri interventi a volte incongrui hanno poi accresciuto la vulnerabilità del palazzo.

A livello ingegneristico, quali sono state le principali difficoltà incontrate fino a questo momento?

È stata una bellissima sfida a livello progettuale, perché si è cercato di conciliare più discipline: l’ingegneria, l’architettura e il restauro. Il cantiere è molto complesso, perché tutti i giorni ci sono scoperte archeologiche e architettoniche; dobbiamo quindi essere duttili e cercare spesso soluzioni alternative per preservare gli elementi che vengono scoperti.

Qual è il risultato atteso al termine del restauro?

Vogliamo restituire un pezzo di storia alla città di Ferrara. Sicuramente, il primo e più immediato risultato che ci attendiamo di conseguire è quello di restaurare il palazzo, ripristinare i danni e, globalmente, accrescere la sicurezza sismica dell’edificio. Ci aspettiamo di farlo rispettando l’immobile, cercando di restituirgli il suo antico splendore con un restauro che valorizzi tutte le sue parti architettoniche originali. Poi ci auguriamo anche di segnare un nuovo standard per il restauro di questi edifici: infatti stiamo eseguendo opere di efficientamento energetico, in modo che il palazzo sia tecnologicamente avanzato e adattabile a diverse destinazioni d’uso.

L’ARCH. CRISTIANO FERRARI: «È UNO DEGLI EDIFICI NEORINASCIMENTALI PIÙ IMPORTANTI DELLA CITTÀ DI FERRARA»

Qual è il valore storico e artistico di questo palazzo per la città di Ferrara?

Palazzo Gulinelli Canonici Mattei è sicuramente uno degli edifici in stile neorinascimentale più importanti della città di Ferrara. Le proporzioni tra i pieni e i vuoti delle aperture e delle decorazioni in cotto dei fronti strada sono sicuramente un esempio importante di revival storico che ha caratterizzato l’architettura negli ultimi decenni dell’Ottocento. Oltre all’architettura, sono molto importanti le decorazioni interne del palazzo, che vanno dal 1872 agli anni ’30 del Novecento e che rappresentano tutti gli stili in voga in quell’arco di tempo. Il palazzo è dunque un esempio di eclettismo decorativo, unico esempio cittadino per quanto ne sappiamo.

Quali scoperte sono state fatte durante i lavori?

Le scoperte fatte durante i lavori si possono dividere in due parti: la prima parte, di valore storico, riguarda il sito dove è ubicato il palazzo; la seconda, di valore architettonico-testimoniale, riguarda l’interno del palazzo. Lo scavo archeologico condotto da Mauro Librenti, in accordo con Chiara Guarnieri della Soprintendenza Archeologica, ha fatto emergere due livelli: il primo, databile intorno al 1250-1300; il secondo, databile alla prima metà del Quattrocento. È un lavoro che ci ha fatto rivedere il rilievo storico-critico che avevamo redatto sulla base dei documenti ritrovati.

All’interno del palazzo abbiamo poi ritrovato un sistema di proto-climatizzazione in auge in epoca vittoriana, che serviva per riscaldare i grandi ambienti; è il secondo esempio in Italia di questo sistema, dopo quello della Villa Reale di Monza.

In cosa consiste il progetto architettonico?

Il progetto architettonico punta alla riqualificazione energetica, alla rifunzionalizzazione degli spazi e alla messa a norma degli spazi stessi per uso futuro. Si tiene naturalmente presente la storicità del luogo, ma dove è possibile si introducono elementi di innovazione tecnologica e di arredo, per una migliore fruibilità degli spazi. È comunque un progetto architettonico gentile, ecosostenibile e rispettoso del contesto.

Il prossimo 25 giugno è prevista l’apertura del cantiere alle visite del pubblico. Come è nata questa idea?

L’idea della mostra-cantiere nasce per dare la possibilità ai cittadini ferraresi di conoscere e scoprire un edificio storico molto importante. La curiosità di molti passanti nel voler sbirciare all’interno del palazzo ci ha convinti a organizzare un percorso all’interno del palazzo in cui le persone possano vedere i vari stadi di avanzamento dei lavori. Infine, essendo un cantiere in buona parte finanziato da denari pubblici, ci è venuto naturale fare vedere come i soldi erogati dalla Regione vengono spesi.

NOTA PER LE VISITE

La mostra-cantiere sarà aperta sabato 25 giugno dalle ore 10 con ingresso da corso Ercole I d’Este, 15. Per motivi tecnici e organizzativi, l’ingresso sarà permesso a gruppi di 10-12 persone al massimo per ciascun turno. Le visite dovrebbero concludersi indicativamente verso le ore 13.

Pubblicato su La Voce di Ferrara-Comacchio del 24 giugno 2016, pag. 3

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