“Nasce una Vita”, a Prato una luce per ogni bambino che viene al mondo

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Il chiesino di Sant’Anna a Prato (fonte: Toscana Oggi)

Una nuova vita che viene al mondo rappresenta certamente un evento degno di nota di questi tempi, un avvenimento che assume sempre di più una valenza pubblica, da sottolineare e da far conoscere a tutta la società. In questo senso, una delle iniziative più rilevanti consiste nell’accensione, per alcuni secondi, di un lampione in una zona centrale della città nel momento in cui un bambino viene alla luce. In Italia, un significativo esempio di questo tipo si è avuto a Roma in occasione del Grande Giubileo dell’anno 2000: i ventotto lampioni di Via della Conciliazione erano stati collegati al Policlinico Gemelli e alla nascita di un bambino, tramite l’azionamento di un apposito pulsante, cominciavano a lampeggiare per una ventina di secondi prima di tornare al normale livello di illuminazione. A tutt’oggi l’iniziativa risulta attiva a Bologna, in cui lo storico lampione di Palazzo Re Enzo, situato nel cuore del capoluogo emiliano, dopo un accurato restauro, è stato destinato a questo utilizzo a partire dal 2012, attraverso un collegamento con i reparti maternità degli ospedali Maggiore e Sant’Orsola.

È tuttavia notizia di questi giorni, precisamente del 28 ottobre, che a poca distanza da Bologna, appena al di là degli Appennini, l’iniziativa sarà replicata. Infatti, grazie a un’idea dell’Oratorio Sant’Anna di Prato, sulla facciata dell’omonima chiesa si accenderà una luce per ogni bambino che nascerà nel vicino ospedale di Santo Stefano. L’iniziativa della città toscana, a differenza di quelle di Roma e Bologna, presenta diverse novità. In primo luogo, chi passerà di fronte alla Chiesa di Sant’Anna potrà conoscere il sesso del nascituro: le lampade poste sulla facciata sono infatti due e a seconda del fatto che sia un bambino o una bambina a venire al mondo si accenderà una lampada in corrispondenza di uno striscione (con su scritto “Nasce una vita”) di colore azzurro oppure rosa. Inoltre, la famiglia del nuovo nato avrà la possibilità di ricevere una foto dello striscione illuminato sulla facciata della chiesa.

Un’iniziativa tutto sommato semplice da realizzare ma dal grandissimo potenziale comunicativo. Un’idea che, come detto all’inizio, assume a maggior ragione oggi un valore notevole, specialmente in considerazione del problema demografico che sta attraversando la nostra società. A ricordarlo è proprio il direttore dell’area materno infantile del Santo Stefano, Giansenio Spinelli: «quando ci hanno proposto questa idea siamo stati subito entusiasti, il tema della nascita merita attenzione e va incoraggiata. Lo scorso anno – ha affermato – per la prima volta c’è stato un tasso negativo tra morte e nascite, non accadeva dal 1916, durante la prima guerra mondiale. Speriamo che l’iniziativa possa portare questo tema all’attenzione del mondo della politica e fare da collante tra la realtà ospedaliera e popolazione».

Andrea Tosini

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