La nostalgia e la misericordia

portasantaferrara

Mons. Luigi Negri chiude la Porta Santa della Cattedrale di Ferrara il 13 novembre 2016.

Lo devo ammettere: ho provato un po’ di nostalgia quando ieri pomeriggio l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Luigi Negri, ha chiuso la porta santa della Cattedrale. È stato quello, nella mia città, l’ultimo atto visibile del Giubileo straordinario della Misericordia voluto e indetto l’anno scorso da Papa Francesco.

Nostalgia, perché si è chiuso un periodo privilegiato di grazia e di rinnovamento. Ora, capisco che da credente non dovrei provare nostalgia, perché la nostalgia, se la intendiamo unicamente come il ricordo di ciò che è stato e non potrà più essere, non può andare d’accordo con la misericordia, che è invece il segno più vero di un rinnovamento continuo, possibile e realizzabile per un atto di amore gratuito di Dio.

E infatti vorrei concentrarmi sul fatto che il periodo dell’Anno Santo ha rappresentato una grandissima occasione per conoscere e soprattutto incontrare tanti aspetti della mia fede che prima ignoravo. È stata la grande occasione per poter conoscere, di nuovo e finalmente più da vicino, il sacramento della Riconciliazione, un sacramento che troppe volte rimane oscuro e misterioso, ma che in fondo è anche «il più umano dei sacramenti», come ha sottolineato mons. Negri nell’omelia per la celebrazione in occasione della chiusura della Porta Santa.

Personalmente, credo che il Giubileo della Misericordia vada percepito come un seme prezioso piantato nella terra del nostro cammino. E anche se l’Anno Santo ha ormai chiuso le porte – come è pure giusto che sia, perché dev’essere anche il segno che esiste un tempo limitato, come limitato è il tempo che noi passiamo su questa terra -, esso rimane, appunto, come un seme prezioso che, ne sono sicuro, potrà germogliare e dare buon frutto.

Dunque, anche se ieri una porta si è chiusa, al tempo stesso se n’è aperta un’altra, perché la nostra conversione è un cammino continuo. Ora arriva il tempo di un incontro rinnovato con quelli che condivideranno questo nostro cammino, certi e consapevoli di poterli rendere partecipi di questa bella esperienza di misericordia che abbiamo sperimentato lungo questo anno. È una strada tracciata che ci ricorda ad ogni passo il richiamo del Grande Hallel, il Salmo 136: «Perché eterna è la Sua misericordia».

Andrea Tosini

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