La positività della vita, una chiave di speranza per i giovani

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Sara Buccolini

A un anno dalla scomparsa di Sara Buccolini, la studentessa 20enne di Macerata vittima di un malore all’arrivo della Family Run del 2016, gli amici la ricordano nel suo tratto distintivo: la positività. E propongono l’idea di un libro.

Ferrara, domenica 20 marzo 2016. Una bella giornata di sole salutava l’arrivo della primavera. Per la città doveva essere una giornata allegra e festosa, coronata dal tradizionale appuntamento della Ferrara Marathon, uno dei più importanti eventi per il mondo sportivo ferrarese.

Doveva, appunto. Gli eventi presero infatti una piega decisamente drammatica. Proprio ai piedi della statua del Savonarola, al traguardo della Family Run Continua a leggere

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Un anno fa ti incontravo (Grazie Sara)

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Sara Buccolini

Il 15 maggio 2015 incontravo Sara Buccolini per un’intervista.
A un anno esatto da quel giorno, condivido un mio personale ricordo di quel momento.
La trascrizione dell’intervista si trova qui.

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UN ANNO FA TI INCONTRAVO

A Sara, un anno dopo quell’incontro…

Un anno fa ti incontravo.
Ti incontravo quel 15 maggio 2015, in una sera grigia e piovosa.
Ti incontravo nella mia, e anche tua, Ferrara.
Ti incontravo in un corridoio dell’Università, il luogo in cui volevi costruire il tuo futuro e cominciare a realizzare i tuoi progetti di vita.
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Sara, una vita in cammino per una positività

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Sara Buccolini

Il ricordo di Sara Buccolini, la studentessa ventenne scomparsa a Ferrara lo scorso 21 marzo dopo un malore al termine di una corsa podistica. L’immenso dolore ma anche la speranza: le testimonianze di chi ha conosciuto da vicino Sara. Con una certezza: la vita non si dissolve nel nulla e nessuno dei momenti che Sara ha vissuto andrà perduto.

Ci sono storie che testimoniano una realtà: fare pienamente esperienza dell’umano significa dover fare da vicino i conti con il dolore, talvolta in modo improvviso e inaspettato, a maggior ragione se questo dolore riguarda una giovane vita. Continua a leggere

Quei cinque minuti insieme a Sara

Una mia breve riflessione sul significato dell’incontro, tra aspetti professionali ed umani. L’articolo a cui questo pezzo fa riferimento si trova qui.

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Sara Buccolini

Il lavoro giornalistico ha una caratteristica ben riconoscibile: si raccontano fatti e storie che in un modo o nell’altro hanno sempre a che fare con le vite delle persone. È un lavoro che mette al centro l’incontro. E incontrare una persona, anche solo per pochi minuti, vuol dire incontrare la sua umanità, i suoi sogni, le sue preoccupazioni, le sue speranze e, in un certo senso, il suo destino. Ebbene, io ho incontrato Sara. L’ho incontrata quasi un anno fa, nel maggio 2015, nel Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, il luogo che lei aveva scelto per dare corpo a una parte importante delle sue speranze per il futuro. Un incontro di soli cinque minuti, non programmato, per raccogliere ‘al volo’ delle brevi impressioni che avrebbero dovuto far parte di un’inchiesta sulla vita degli studenti universitari a Ferrara. Poi, quell’indagine, per una serie di motivi di vario ordine, è rimasta in sospeso. Continua a leggere