«Il Cristianesimo rifiuta il mito e preferisce la storia»

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Dom Bernardo Gianni a Ferrara il 23 aprile 2016 per le celebrazioni di S. Giorgio martire

L’omelia dell’abate Dom Bernardo Gianni per la celebrazione della festa di San Giorgio nella Basilica dedicata al martire

La prima delle due solenni celebrazioni eucaristiche per la festa del Santo Patrono di Ferrara si è tenuta nella mattinata del 23 aprile presso la Basilica di San Giorgio fuori le mura. La celebrazione è stata officiata dall’abate Dom Bernardo Gianni, da pochi mesi chiamato a guidare la comunità monastica olivetana di San Miniato al Monte a Firenze e invitato a Ferrara dall’arcivescovo Mons. Luigi Negri per questa importante ricorrenza.

L’omelia di Dom Gianni ha preso spunto da un colore, il rosso dei paramenti liturgici che Continua a leggere

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Rolando proprio “Come una quercia”

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Davide Giandrini e Daniele Bentivegna il 9 aprile 2016 nella Cattedrale di Ferrara per lo spettacolo teatrale “Come una quercia”, sulla vita del beato Rolando Rivi.

«Perché devo togliermi la veste talare?
Che male faccio a portarla?
Io non voglio togliermela.
Io sono di Gesù»
(Rolando Rivi)

La giornata dell’arrivo in diocesi della reliquia del beato Rolando Rivi si è conclusa, nella serata, con lo spettacolo teatrale “Come una quercia”, incentrato sulla vita del giovanissimo seminarista martire. Lo spettacolo, scritto e diretto da Davide Giandrini, è stato interpretato dalla voce narrante dell’attore Daniele Bentivegna che si è servito del supporto di Continua a leggere

Lacrime di San Lorenzo, un monito contro l’indifferenza

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E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

I versi conclusivi della celeberrima poesia ‘X Agosto’ di Giovanni Pascoli fanno frequentemente capolino nella nostra mente in queste notti d’estate. Sono notti durante le quali ci viene spontaneo rivolgere gli occhi al cielo, cercando quel contatto con la natura e con l’infinito che spesse volte, nel corso dell’anno, abbiamo lasciato nel cassetto. Sono le notti in cui, legittimamente, vorremmo che i nostri desideri si realizzassero. Credo però che quest’anno ci debba essere un primo e più importante desiderio da esprimere: quello della pace, certo, ma prima ancora il desiderio che si sciolga quella coltre di indifferenza che ci avvolge un po’ tutti indistintamente. Continua a leggere